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ABRASIVI RIGIDI E SEMIRIGIDI MARTIN

MOLE ABRASIVE

Gli abrasivi usati per la fabbricazione delle mole di tipo tradizionale sono tutti artificiali, cioè fabbricati dall’uomo.
Quelli normalmente impiegati sono: ossidi di alluminio (corindoni artificiali) e carburi di silicio.


OSSIDI DI ALLUMINIO

Simbolo universale: “A”, ottenuto per cristallizzazione diretta, gli ossidi di alluminio sono ottenuti per frantumazione di grossi masselli prodotti mediante fusione in forno elettrico.
Il loro campo di applicazione principale è la lavorazione degli acciai.


REGOLARE A

È il più comune abrasivo all’ossido di alluminio, ottenuto dalla fusione della bauxite. Resistente e tenace, è particolarmente adatto per le operazioni di molatura piuttosto pesanti, come la sbavatura, la molatura di saldature e la troncatura. È inoltre diffusamente impiegato nell’affilatura manuale di utensili, ed è utilizzato anche per talune operazioni di rettifica di produzione.


BIANCO “A”

Fabbricato partendo dall’allumina pura, di colore bianco, è costituito dal 99,6% circa di ossido di alluminio.
Particolarmente tagliente in virtù della sua struttura friabile, viene utilizzato nelle rettifica di precisione (in piano, in tondo su centri, interna) e per l’affilatura manuale e meccanica di acciai legati trattati e sensibili al calore.


CARBURI DI SILICIO

Simbolo universale “C”. Sono abrasivi di spiccata purezza e taglienza, ottenuti in forno elettrico riducendo la silice con il carbone. I carburi di silicio vengono impiegati per la lavorazione di carburi metallici, della ghisa in genere, di taluni acciai inossidabili, dei materiali non ferrosi, del vetro, della gomma, della ceramica e di alcune leghe speciali.
Di colore tendenzialmente nero, è impiegato sia per lavorazioni generiche di molatura e di precisione sui materiali sopra menzionati (con eccezione dei carburi metallici) che per la sbavatura delle ghisa e dei metalli non ferrosi a bassa velocità.


COME SCEGLIERE UNA SPECIFICA

La scelta di una specifica effettivamente adatta al tipo di lavorazione che una mola deve compiere, dipende dalla conoscenza di alcuni fattori direttamente connessi alla natura dell’operazione di molatura.

  a) Tipo di operazione/ area di contatto.
Secondo una regola generale, ampie superfici di contatto mola/pezzo richiedono l’impiego di grane relativamente grosse e di durezze medio tenere. Viceversa, piccole superfici di contatto richiedono l’utilizzo di grane più fini e di durezze più
elevate.
  b) Materiale da molare.
L’esame di questo secondo fattore deve essere sviluppato secondo l’analisi di tre parametri fondamentali:

1)tipo di abrasivo; 2)dimensioni della grana; 3)durezza della mola.


1)Tipo di abrasivo
Proprietà chimico fisiche del materiale da molare = Acciai in genere. Altri materiali ferrosi. Ghisa (secondo il tipo e l’operazione). Bronzo duro.
Abrasivo da utilizzare = Ossido di alluminio nelle diverse varietà.

Proprietà chimico fisiche del materiale da molare = Carburi metallici. Ghisa (secondo il tipo e l’operazione). Ottone e bronzo tenero. Rame. Alluminio e le sue leghe. Acciaio inox austenitico. Leghe speciali. Materiali non metallici.
Abrasivo da utilizzare = Carburo di silicio nelle diverse varietà.

2)Dimensioni della grana
I materiali teneri e quelli non trattati sono facilmente lavorabili con mole di grana relativamente grossa, mentre i materiali duri, fragili e tecnicamente trattati richiedono l’uso di mole in grana più fine, poiché, essendo la profondità
di penetrazione limitata, si ottiene una più adeguata azione di taglio mediante l’asportazione di numerosi piccoli trucioli.


3)Durezza della mola

Come regola generale, i materiali duri e/o trattati richiedono l’impiego di gradi più teneri. La resistenza offerta da tali materiali alla penetrazione dei granuli abrasivi provoca il loro ottundimento. Se la mola è piuttosto tenera, i granuli
consumati vengono facilmente scalzati sotto la pressione di molatura liberando i sottostanti nuovi granuli taglienti. I materiali teneri e/o non trattati possono essere viceversa lavorati con mole più dure.
Una mola troppo tenera, cioè troppo aggressiva e tagliente, non consente di ottenere buone finiture.
Una mola eccessivamente dura, tuttavia, tende a creare bruciature sui pezzi e produce superfici vibrate e marezzate.

 
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